Traduttori
Va detto, senza troppi giri di parole, che questo sito è un sito in tutto e per tutto italiofono, qualunque cosa questa parola orrenda voglia dire. Qui si legge in italiano, si cita in italiano, si scrive in italiano (o una roba vagamente simile). Molti di questi libri li avremmo potuti leggere in lingua originale (sto bluffando, in realtà solo quelli scritti in inglese), ma la scelta iniziale è stata quella di rimanere fedeli alla nostra lingua madre. Poi noi si continua comunque a leggere anche in inglese, solo che non mettiamo le citazioni qui dentro.
Questa fedeltà alla lingua madre però comporta necessariamente, molto prima che con gli autori, un approccio promiscuo e ravvicinato con i traduttori. Anche perché il panorama di autori autoctoni contemporanei è troppo deprimente per relegarsi a leggere solo italiani. (Mi ci vedo gran bene a scegliere fra l’ultimo di Fabio Volo, di Stefano Benni o di Alessandro Baricco.)
La frase che viene subito in mente a tutti quando si parla di traduttori, è francamente una cagata. Recita più o meno così: traduttore, traditore.
In realtà per me i traduttori oltre a tradurre, trasducono. Ossia, trasmettono. Sono un’interfaccia per le emozioni. E per questo sitarello, be’, che vi piaccia o no, sono degli elementi fondamentali, necessari, imprescindibili. Noi qui di leparoledeglialtri siamo grati ai traduttori bravi (un po’ meno a quelli incapaci) e ci teniamo a sottolineare l’importanza di questa categoria spesso dimenticata da dio (tranquilli, tanto dice che dio è morto; gli sarà pure consentita un po’ di disattenzione, no?).
Senza traduttori, tutti a casa. Tutti piccoli, soli e con Baricco (brrr). E, peggio ancora, addio a centinaia di bellissime citazioni, perché mica le capiamo, tutte quelle diavolo di lingue lì.
E quindi, per chiudere, noi di leparoledeglialtri vi siamo debitori senza requie. Per questo vi ringraziamo e dedichiamo a chiunque stia leggendo questa farneticazione una splendida intervista ad Angelo Morino, traduttore dei più sopraffini e persona incredibile. L’intervista non è nostra (speriamo di iniziare una sezione di interviste fatte da noi stessi medesimi, in un futuro non ben definito), ma è comunque valida.
Buona lettura.