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	<title>le parole degli altri &#187; Tasca di pietra &#8211; De Simone</title>
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	<description>Il caso ci guida anche se non abbiamo lasciato niente al caso</description>
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		<title>Tasca di pietra [recensione]</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 05:32:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fr</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tasca di pietra - De Simone]]></category>
		<category><![CDATA[[recensioni]]]></category>

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		<description><![CDATA[[Apri la scheda del libro] A mia totale discolpa, ce l&#8217;ho messa tutta. Mosso dalle migliori intenzioni. Davvero, giuro. Ho comprato il libro, attratto dalla splendida copertina e dal titolo non banale; l&#8217;ho letto senza sapere nulla di De Simone (personaggio, a leggere le parole della Zandegù, eclettico e talentuoso); poi mi sono documentato e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><a href="http://www.leparoledeglialtri.com/2010/01/17/tasca-di-pietra-scheda/" target="_blank">[Apri la scheda del libro]</a></p>
<p>A mia totale discolpa, ce l&#8217;ho messa tutta. Mosso dalle migliori intenzioni. Davvero, giuro. Ho comprato il libro, attratto dalla <a href="http://www.zandegu.it/wp-content/uploads/2008/10/tasca1.jpg" target="_blank">splendida copertina</a> e dal titolo non banale; l&#8217;ho letto senza sapere nulla di De Simone (personaggio, a <a href="http://www.zandegu.it/gli-autori/matteo-de-simone/" target="_blank">leggere le parole della Zandegù</a>, <em>eclettico e talentuoso</em>); poi mi sono documentato e ho ascoltato i pezzi dei <a href="http://www.myspace.com/nadarsolo" target="_blank">Nadàr Solo</a>; infine ho anche visto qualche foto del personaggio eclettico. Quindi posso parlare con cognizione di causa.</p>
<p>Parlerò prima del libro, poi se sono ancora in vena, anche del personaggio. Parto dal libro perché l&#8217;ho letto in una condizione esistenziale favorevole: ignorando tutto il resto. Quindi non ero influenzato negativamente. Ero puro, vergine. Tabula rasa. No, perché ci tengo a dirlo: indagando sul personaggio, ho solo ricevuto stimoli negativi. La faccenda peggiorava di link in link.</p>
<p>La cosa migliore di questo romanzo è la copertina. Il resto, come diceva Califano, è noia. Sarebbe stato più bello tutto come la grafica esterna, ovvero senza parole, ogni pagina vuota. Ma sarebbe stato troppo raffinato, troppo <em>à la </em>Cage.</p>
<p><span id="more-1911"></span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Si meriterebbe una bella recensione vuota. Ma anche quella sarebbe troppo raffinata. No, questa roba va spezzata. Bisogna che qualcuno almeno ci provi. E quindi mi attirerò le ire di gente che la letteratura non sa dov&#8217;è di casa (ovvero la maggior parte dei bipedi attualmente in vita), ma lo farò ugualmente. Non ho mai avuto come scopo quello di essere simpatico alla massa. Perché sulla massa, <a href="http://www.leparoledeglialtri.com/2010/01/22/litania-di-un-arbitro-pg-29-2/" target="_blank">io la penso esattamente come Brussig</a>.</p>
<p>Bene, veniamo al verdetto: il libro è veramente un libro inutile. Buono per chi legge 1 libro l&#8217;anno. Gli stessi che comprano 1 ciddì l&#8217;anno e pensano che il panorama musicale mondiale sia ciò che passa MTV. Ecco per voi, De Simone ha fatto l&#8217;accoppiata vincente! Potete comprare il suo libro e <em>anche </em>il suo ciddì (fra l&#8217;altro ho letto che viene passato spesso proprio su Brand New&#8230; ma tu guarda le coincidenze!) e essere paghi per 12 mesi interi! Fico, no? E ci fate pure la figura degli alternativi, che conoscete uno che ha meno di trent&#8217;anni ma già è così eclettico e talentuoso. (Trovo la parola &#8220;talentuoso&#8221; ributtevole.)</p>
<p>Devo dire però che il libro è ben mascherato. Sempre per rimanere in tema di citazioni, come diceva Gottfried Benn: lo smalto sul nulla. Ovvero: tutto ben fatto, ben costruito; peccato che non ci sia nulla dentro. Nulla.</p>
<p>Una storia di quelle in cui tutti (soprattutto le donne) possono immedesimarsi, che fa presa immediatamente. Helen, inglese trapiantata a Bologna e sposata con Said, marocchino grassotto, intelligente e molto buono, è infelice. Mannaggia! Povera! Vive all&#8217;ombra di quest&#8217;uomo al quale però non si può veramente rinfacciare nulla, perché è davvero uno a posto. Semplicemente Helen è un&#8217;idiota. Non sa perché l&#8217;ha sposato, non sa perché vive e non sa cosa vuole. Sa solo che è insoddisfatta. Il classico personaggio che detesti dall&#8217;inizio alla fine. E infatti ti chiedi: ma perché proprio lei deve sopravvivere alla strage dell&#8217;autogrill? Sì, perché il romanzo ha un colpo di scena che cambierà la vita di Helen (ma soprattutto quella di Said: muore). L&#8217;idiota, da insoddisfatta ma in una vita piena di certezze, passerà ad essere immersa in una vita senza certezze, ma finalmente libera dal marito. Che però, guarda caso, era anche la sua ancora di salvezza (da se stessa, ovviamente).</p>
<p>Cosa accade quando un&#8217;idiota piena di sé tenta di gestire un evento catastrofico sia al livello pragmatico che al livello emotivo? Fallisce.</p>
<p>De Simone deve veramente conoscere bene la psicologia femminile (visto che fra l&#8217;altro si prende il rischio di scrivere in prima persona, cosa molto difficile quando si è dell&#8217;altro sesso, non a caso ci si cimentano <a title="quando i premi erano ancora seri" href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27isola_di_Arturo_(romanzo)" target="_blank">in pochi</a> e magari non al loro esordio, ma lui è eclettico, si sa) perché un personaggio così fragile non è facile da costruire verosimilmente. Ma lui ci riesce, davvero. Non sono ironico. Gli è venuto bene. Chissà se pensa che di donne inette come questa ce ne siano a pacchi. Oppure se ha una stima bassissima della categoria sessuale. Quale sia la motivazione che ha spinto De Simone a scegliere di narrare le vicende di questo personaggio discutibilissimo la ignoro, ma il fatto rimane ineluttabile: Helen deve morire. È veramente una minorata.</p>
<p>Scritto in maniera scorrevole, il libro poi narra le scelte idiote dell&#8217;idiota che ha una fortuna smisurata (altrimenti sarebbe morta 16 volte) e termina con una scenata isterica che (si spera) porti l&#8217;idiota alla follia e fuori dai coglioni. Unico momento in cui De Simone riesce davvero a produrre un filo di inquietudine è la scena dell&#8217;autogrill. Per il resto produce solo fastidio.</p>
<p>Alla domanda: cosa c&#8217;entra la tasca di pietra?, rispondo solo: niente. Giusto per buttarla un po&#8217; più in caciara, De Simone ci infila una fiaba che la madre raccontò a Helen una volta sola. Una sorta di metafora della follia che alberga in ognuno di noi e che teniamo a freno altrimenti tutti perderemmo il senno. Detta con le parole della fiaba: la tasca di pietra, una volta rotta, non si può aggiustare. E nella tasca c&#8217;è la follia. Ecco, del libro consiglio di leggere solo la fiaba, quella è medio-decente.</p>
<p>Ci ho messo 2 giorni a leggere questo libro e non mi ha lasciato granché. Nemmeno la voglia di scrivere queste righe. Il fatto che i Wu Ming (altra oscenità in cui di letterario non ci vedo nulla &#8211; che tristezza questi italiani) abbiano scritto una <a href="http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/nandropausa14.htm#desimone" target="_blank">recensione entusiasmante</a> di questo libro non fa che peggiorare la posizione di De Simone.</p>
<p>Parliamone: ha una posa che <a title="pazzesco!" href="http://www.leparoledeglialtri.com/trovatingiro/Coppola_vs_DeSimone.jpg" target="_blank">ricorda</a> Mr Brand New nelle sue inclinazioni peggiori, ha un gruppo che fa roba alla peggior-periodo-dei-Marlene-Kuntz-però-accattivante (posto che ci sia mai stato un &#8220;periodo decente&#8221; dei Marlene Kuntz; buono è impossibile), ha scritto un libro pretenzioso ma brutto e c&#8217;è gente che fa paralleli con <em>Lo straniero</em> di Albert Camus. Certo, De Simone premio Nobel. Come no.</p>
<p>Sento puzza di mossa commerciale.</p>
<p>Resterà solo disgusto.</p>
<p>Ah, a proposito, per chi ancora fosse incuriosito da &#8216;sta roba, c&#8217;è anche tutta una mossa commerciale (apertamente commerciale, intendo) fatta dalla Zandegù sulla copertina di <em>Tasca di pietra</em>. Dato che l&#8217;unica cosa buona era la copertina, hanno ben deciso di indire un concorso per rovinarla. Chiunque può cimentarsi nel creare la sua copertina personalizzata del libro e inviarla in un sito internet e poi, alle successive ristampe, il vincitore avrà l&#8217;onore di vedere la sua creazione in tutte le Merdinelli d&#8217;Italia. Sì, perché la mia copia, quella con la copertina bella, fa parte di una tiratura limitata a 1000 copie, firmate dall&#8217;autore. Cristo, ho pure la copia firmata di De Simone (che, fra parentesi, se la tira talmente tanto che non firma nemmeno per esteso, scrive, a mo&#8217; di droga sintetica, &#8220;MDS&#8221;, con una grafia che dire svogliata è fargli un complimento).</p>
<p>Ora, se posso dire la mia: tutta questa storia delle copertine è un modo per far lavorare la gente gratis. Comunque, attualmente il sito apposito per il concorso non è in linea, il che mi fa pensare che non deve aver avuto molta fortuna, tutta questa iniziativa. O forse ne ha avuta troppa.</p>
<p>Per chi fosse interessato, cedo la mia copia numerata, numero 207, preziosamente vergata dal personaggio eclettico e talentuoso, alla modica cifra di <strong>0.00€</strong>. Il valore letterario dell&#8217;opera.</p>
<p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/" target="_blank"><img class="alignright" style="border-width: 0pt;" title="Questa recensione ha licenza Creative Commons" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" alt="Creative Commons License" width="88" height="31" /></a></p>
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		<title>Tasca di pietra [pg. 121]</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 05:41:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A volte, sono i dettagli inutili a incrinare le esistenze tranquille. []]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>A volte, sono i dettagli inutili a incrinare le esistenze tranquille.</p></blockquote>
<p style="text-align: right;"><a title="vai alla scheda" href="http://www.leparoledeglialtri.com/2010/01/17/tasca-di-pietra-scheda/">[]</a></p>
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		<title>Tasca di pietra [pg. 84]</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 05:38:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Apparteneva a due specie, e una sottospecie, per le quali l&#8217;orrore e la banalità diventano spesso una cosa sola. Era un medico, anzi un medico legale, e un impiegato. []]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Apparteneva a due specie, e una sottospecie, per le quali l&#8217;orrore e la banalità diventano spesso una cosa sola. Era un medico, anzi un medico legale, e un impiegato.</p></blockquote>
<p style="text-align: right;"><a title="vai alla scheda" href="http://www.leparoledeglialtri.com/2010/01/17/tasca-di-pietra-scheda/">[]</a></p>
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		<title>Tasca di pietra [scheda]</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 16:23:23 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Tasca di pietra - De Simone]]></category>
		<category><![CDATA[[schede]]]></category>

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		<description><![CDATA[Tasca di pietra, di Matteo De Simone (2007) Zandegù Editore, collana &#60;&#60;Fuori classe&#62;&#62; #1 Romanzo breve pp. 175 zandegu.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size:medium;">Tasca di pietra, di Matteo De Simone (2007)</span></strong><br />
<em>Zandegù Editore, collana &lt;&lt;Fuori classe&gt;&gt;</em> #1<br />
<em><strong>Romanzo breve</strong><br />
pp. 175<br />
</em></p>
<p><em></em><a href="http://www.zandegu.it/" target="_blank">zandegu.it</a></p>
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