‘Tasca di pietra – De Simone’
- 42.25.10Tasca di pietra [recensione]
A mia totale discolpa, ce l’ho messa tutta. Mosso dalle migliori intenzioni. Davvero, giuro. Ho comprato il libro, attratto dalla splendida copertina e dal titolo non banale; l’ho letto senza sapere nulla di De Simone (personaggio, a leggere le parole della Zandegù, eclettico e talentuoso); poi mi sono documentato e ho ascoltato i pezzi dei Nadàr Solo; infine ho anche visto qualche foto del personaggio eclettico. Quindi posso parlare con cognizione di causa.
Parlerò prima del libro, poi se sono ancora in vena, anche del personaggio. Parto dal libro perché l’ho letto in una condizione esistenziale favorevole: ignorando tutto il resto. Quindi non ero influenzato negativamente. Ero puro, vergine. Tabula rasa. No, perché ci tengo a dirlo: indagando sul personaggio, ho solo ricevuto stimoli negativi. La faccenda peggiorava di link in link.
La cosa migliore di questo romanzo è la copertina. Il resto, come diceva Califano, è noia. Sarebbe stato più bello tutto come la grafica esterna, ovvero senza parole, ogni pagina vuota. Ma sarebbe stato troppo raffinato, troppo à la Cage.
- 02.24.10Tasca di pietra [pg. 121]
A volte, sono i dettagli inutili a incrinare le esistenze tranquille.
- 02.23.10Tasca di pietra [pg. 84]
Apparteneva a due specie, e una sottospecie, per le quali l’orrore e la banalità diventano spesso una cosa sola. Era un medico, anzi un medico legale, e un impiegato.
- 01.17.10Tasca di pietra [scheda]
Tasca di pietra, di Matteo De Simone (2007)
Zandegù Editore, collana <<Fuori classe>> #1
Romanzo breve
pp. 175