‘Istante propizio, 1855 – Ourednik’
- 18.18.10Istante propizio, 1855 [pg. 20]
Lo ammetterete senz’altro, chiamano virtù la qualità più esecranda di cui l’essere umano sia provvisto: l’obbedienza.
- 18.14.10Istante propizio, 1855 [pg. 17]
No, signora, benché ammetta di aver trovato nei libri pensieri, ispirazioni, embrioni delle mie opinioni future, non vi ho mai trovato le istruzioni della felicità.
- 28.1.10Istante propizio, 1855 [pg. 17]
Perfino il botanico più mediocre, tutto preso dal segreto della natura, finirà presto o tardi per considerarsi un conoscitore dell’universo e si convincerà di aver compreso qualcosa, che chiamerà ordine; e imporrà il suo ordine al resto dell’umanità.
- 07.27.10Istante propizio, 1855 [pg. 14]
Cambiare il mondo? Allora la Rivoluzione francese non ci ha insegnato niente?
- 17.18.10Istante propizio, 1855 [pg. 12]
Ho vissuto questo e quello e ho trovato il senso della mia vita, e ne ho anche conosciuto i limiti; ma i limiti variano; il senso è eterno.
- 47.15.10Istante propizio, 1855 [pg. 10]
La mia opera, per quanto maldestra, imperfetta, caduca, era necessaria; dunque la mia vita non fu vana.
- 06.20.10Istante propizio, 1855 [scheda]
Istante propizio, 1855, di Patrik Ourednik (2006)
:duepunti Edizioni, collana <<Terrain Vague>> #11
Romanzo breve
pp. 144Titolo originale: Příhodná Chvíle, 1855
Traduzione di Elena Paul