‘Io, eccetera – Sontag’
- 09.7.10Io, eccetera [pg. 236]
Non è dell’amore che ha bisogno il passato per sopravvivere, è della mancanza di scelta.
Da Giro turistico senza guida
- 29.5.10Io, eccetera [pg. 136]
Siano maledette le catene di carta che mi legano.
Da Vecchie lagnanze rivisitate
- 08.28.10Io, eccetera [pg. 132]
Ma tacendo, come faccio a ragionare? E se non ragiono, come la trovo una via d’uscita? E senza parlare, come posso lamentarmi, accusare, tirare le somme? Per queste cose ho bisogno di parole.
Da Vecchie lagnanze rivisitate
- 08.26.10Io, eccetera [pg. 131]
Non fu il senso di colpa a riportarmi a casa. Fu un genere molto particolare di nostalgia: un’ansia di parola.
Da Vecchie lagnanze rivisitate
- 08.24.10Io, eccetera [pg. 130]
Quando non si può fare niente per cambiare una situazione, cosa resta se non giudicarla?
Da Vecchie lagnanze rivisitate
- 08.22.10Io, eccetera [pg. 128]
La campagna è amorale. La città è immorale oppure morale.
Da Vecchie lagnanze rivisitate
- 18.19.10Io, eccetera [pg. 124]
Se solo potessi commettere un crimine, e farla finita.
Da Vecchie lagnanze rivisitate
- 18.16.10Io, eccetera [pg. 105]
Ammetti di essere vile e resta.
Da Vecchie lagnanze rivisitate
- 18.13.10Io, eccetera [pg. 97]
Ho scoperto che sono stanco di essere chiunque. Non solo stanco di essere chi ero, ma chiunque altro.
Da Il fantoccio
- 18.4.10Io, eccetera [pg. 84]
<<Ho fatto il mio dovere, mi sono presa il mio piacere. E adesso voglio esistere.>>
Da Spiriti americani