‘Insetti senza frontiere – Ceronetti’

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  • 111.6.11Insetti senza frontiere [pg. 30]

    Il tatuaggio era il segno dell’uomo in carcere, l’arte lugubre dei reclusi e dei condannati. Che sia diventato arte e fenomeno di massa senza distinzioni può indicare questo: che la carcerazione perpetua è ormai una condizione stabile, che non ci sono più differenze tra la prigione, la via di fuori, la casa. Gioventù tatuata è gioventù che si vuole ammanettata, che ha terrore di essere libera

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  • 18.6.11Insetti senza frontiere [pg. 23]

    Nelle espressioni che implicano aprirsi (a tutte le culture, alle diversità, a tutti i poveri, a tutti quelli che chiedono di entrare, anche a tutte le sofferenze) c’è vocazione e quasi smania di prostituirsi, è buttarsi via su qualsiasi marciapiede. La cosa non manca di una sinistra profondità.

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  • 17.28.11Insetti senza frontiere [pg. 22]

    La società ugualitaria, livellata e livellatrice, è oggi l’unica possibile, ed è paragonabile a quella che nei cimiteri è la fossa comune. È la fossa comune dei vivi, dei semivivi che siamo.

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  • 17.22.11Insetti senza frontiere [pg. 22]

    Se c’è una parola che non comprendi, che ti sembra oscura, perché rimproverarlo a chi l’ha scritta o pronunciata, perché sforzarti inutilmente di capire e arrabbiarti se non penetri in quella parola? Semplicemente quel messaggio non era destinato a te, ma ad altri. Il messaggio, là dove deve arrivare, arriva.

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  • 07.14.11Insetti senza frontiere [pg. 17]

    In un’infanzia moderna ogni bambino più che venire amputato delle ali angeliche si autoamputa, si castra da se stesso a poco a poco, al fine di adattarsi e di poter convivere con gli amputatissimi e castratissimi che intorno a sé vede strisciare e obbedire dappertutto; teme, non facendolo, di perdere il diritto al nutrimento. Baratta le sua ali per una pizza e una coca-cola. Orfano di volo, acquista il diritto di diventare, cresciuto, assassino autorizzato di Essere, di Mondo, di mondi…

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