‘Ingegnere del tempo perduto – Duchamp’

Comments
  • 35.19.10Ingegnere del tempo perduto [pg. 78]

    Dunque, se vuole, la mia arte sarebbe quella di vivere ogni istante, ogni respiro; è un’opera che non si può ascrivere a nessun ambito specifico, non è né visiva né cerebrale. È una specie di euforia costante.

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  • 05.14.10Ingegnere del tempo perduto [pg. 76]

    Una società può esaltare determinate opere e costruire con esse un Louvre, che dura da parecchi secoli… Ma parlare in tal caso di verità, di giudizio reale, assoluto, è un’assurdità.

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  • 05.6.10Ingegnere del tempo perduto [pg. 73]

    Per quanto mi riguarda la storia dell’arte è il residuo di un’epoca conservato in un museo, ma non è necessariamente ciò che di meglio quell’epoca ha prodotto, e in fondo è persino probabile che sia l’espressione della sua mediocrità, perché le cose belle sono sparite, il pubblico non ha voluto conservarle.

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  • 25.4.10Ingegnere del tempo perduto [pg. 61]

    Non si sa mai come si vive. Non avevo qualcuno che mi desse <<un tanto al mese>>, la mia era realmente una vita da bohémien, in un certo senso un po’ dorata, un po’ lussuosa, se vuole, ma comunque da bohémien. Spesso non avevo denaro, ma non davo alla cosa particolare importanza. Inoltre negli Stati Uniti allora la vita era più facile di oggi, esisteva un grande cameratismo, e non avevamo spese eccessive, vivevamo in posti non molto cari. Capisce, non sono neppure in grado di parlarne perché tutto questo in fondo non mi ha colpito fino al punto di dire: <<Ero proprio sfortunato, facevo una vita da cani>>.

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