‘Ingegnere del tempo perduto – Duchamp’
- 16.4.10Ingegnere del tempo perduto [pg. 91]
La vita è più una questione di spese che di gusto.
- 05.28.10Ingegnere del tempo perduto [pg. 89]
Non attribuisco all’artista quella specie di ruolo sociale in base al quale si sente costretto a fare qualcosa, a dare qualcosa al pubblico. Ho orrore di tutto questo.
- 05.21.10Ingegnere del tempo perduto [pg. 82]
Rispetto molto il caso; ed è finito col piacermi.
- 35.19.10Ingegnere del tempo perduto [pg. 78]
Dunque, se vuole, la mia arte sarebbe quella di vivere ogni istante, ogni respiro; è un’opera che non si può ascrivere a nessun ambito specifico, non è né visiva né cerebrale. È una specie di euforia costante.
- 05.17.10Ignegnere del tempo perduto [pg. 78]
Preferisco vivere, respirare piuttosto che lavorare.
- 05.14.10Ingegnere del tempo perduto [pg. 76]
Una società può esaltare determinate opere e costruire con esse un Louvre, che dura da parecchi secoli… Ma parlare in tal caso di verità, di giudizio reale, assoluto, è un’assurdità.
- 05.12.10Ingegnere del tempo perduto [pg. 76]
Un capolavoro è giustamente dichiarato tale, in ultima istanza, dallo spettatore.
- 15.10.10Ingegnere del tempo perduto [pg. 75]
Nella produzione di qualsiasi grande artista non ci sono che quattro o cinque cose che realmente contano. Il resto non è altro che un riempitivo.
- 05.6.10Ingegnere del tempo perduto [pg. 73]
Per quanto mi riguarda la storia dell’arte è il residuo di un’epoca conservato in un museo, ma non è necessariamente ciò che di meglio quell’epoca ha prodotto, e in fondo è persino probabile che sia l’espressione della sua mediocrità, perché le cose belle sono sparite, il pubblico non ha voluto conservarle.
- 25.4.10Ingegnere del tempo perduto [pg. 61]
Non si sa mai come si vive. Non avevo qualcuno che mi desse <<un tanto al mese>>, la mia era realmente una vita da bohémien, in un certo senso un po’ dorata, un po’ lussuosa, se vuole, ma comunque da bohémien. Spesso non avevo denaro, ma non davo alla cosa particolare importanza. Inoltre negli Stati Uniti allora la vita era più facile di oggi, esisteva un grande cameratismo, e non avevamo spese eccessive, vivevamo in posti non molto cari. Capisce, non sono neppure in grado di parlarne perché tutto questo in fondo non mi ha colpito fino al punto di dire: <<Ero proprio sfortunato, facevo una vita da cani>>.