‘Il disordine del tuo nome – Millás’
- 08.4.09Il disordine del tuo nome [recensione]
Va bene. Un bell’aneddoto, tanto per cominciare.
Ho cercato questo libro per anni, letteralmente. Mi era stato consigliato da una carissima cugina che, nel corso del tempo, ha saputo consigliarmi molti autori che ho poi amato (cito solo Cortázar, dovrebbe bastare). Il titolo mi ha fatto rizzare più di un sopracciglio: Il disordine del tuo nome è un titolo bellissimo, un riassunto di quello che amo nell’arte: gli accostamenti bizzarri, la serenità nel dire di un’ira d’iddio già compresa, accettata, condivisa.
Ahivoi il libro è difficilissimo da trovare. Per anni, appunto, in ogni libreria italiana in cui sono stato ho chiesto se c’era. La risposta era sempre negativa. Ho provato ad ordinarlo in almeno due grandi librerie, ma senza successo. Poi l’ho trovato. In una allora nuova libreria di viale Marconi a Roma. Molta fu la mia gioia. Forse troppa, visto che ho iniziato subito la lettura, ed ero a circa un terzo quando ho avuto la sfacciataggine di dimenticarlo su un aereo. Fu una bella vacanza, ma funestata dal disordine della mia innominabile sbadataggine.
Appena tornai a Roma, appena arrivai, tentai il tutto per tutto. Tornai in quella libreria.
- 07.28.09Il disordine del tuo nome [pg 89]
Si sentiva invaso da quella donna, posseduto dalla sua immagine e ridotto in pezzi dalla sua assenza, assenza che in quella mattina di primavera e di sabato equivaleva a una mutilazione intima, non visibile, ma forte come non avere la mano nel momento in cui si desidera scambiare una carezza.
- 07.26.09Il disordine del tuo nome [pg. 77]
Cercò intorno alle labbra, e negli incavi in cui altri serbano le occhiaie, i tratti di carattere necessari a dotare di personalità quel viso. Ma l’insieme rivelava una sorta di imparzialità felice e un po’ sinistra; era un viso senz’anima, un contenitore bello e tranquillo disposto ad albergare in forma successiva individualità diverse, personalità alternative, nomi vari.
- 07.25.09Il disordine del tuo nome [pg. 60]
- Bene, le ho parlato già in altre occasioni delle mie ambizioni giovanili, del mio desiderio di arrivare a scrivere e del continuo differire questo progetto a cui non ho ancora rinunciato. Avrei voluto anche essere tubercolotico, ma non ne ho avuto il talento.
- 07.24.09Il disordine del tuo nome [pg. 43]
Con parole precise gli spiegava come aveva alimentato quest’esistenza segreta mentre i mesi perdevano la loro posizione verticale e cadevano senza rumore sulle ambizioni, i fallimenti, le inquietudini o i successi della vita quotidiana.
- 07.17.09Il disordine del tuo nome [scheda]
Il disordine del tuo nome, di Juan José Millás (1994)
Cronopio Editore, collana <<tessere>>
Romanzo
pp. 177
Titolo originale: El desorden de tu nombre
Traduzione di Maria Rosaria Alfani