‘Giustizia – Dürrenmatt’
- 08.21.09Giustizia [pg. 55]
Ma non sono né un santo né un demonio, sono soltanto un uomo arrivato al punto che per vivere ha bisogno unicamente di una cella, poco più di quanto serve per morire, nel qual caso basta un letto, e poi una bara, poiché il fine dell’uomo consiste nel pensare, non nell’agire. Qualsiasi sciocco è in grado di agire.
- 08.17.09Giustizia [pg. 40]
E così non siamo né quelli che eravamo un tempo né quelli che dovremmo essere ora. Viviamo in lotta con il presente, non vogliamo fare ciò che dobbiamo e, per ostinazione, non facciamo mai ciò che è necessario fino in fondo, ma soltanto a metà, nel migliore dei casi, e anche questo di malavoglia.
- 08.15.09Giustizia [pg. 31]
In realtà la giustizia opera per lo più dietro le quinte, ma anche dietro le quinte le competenze stabilite all’esterno con tanta apparente chiarezza si cancellano, i ruoli si scambiano o si distribuiscono in modo diverso, si svolgono colloqui tra persone che in pubblico si comportano come nemici inconciliabili, soprattutto c’è un tono diverso. Non tutto viene registrato e messo agli atti. Le informazioni si trasmettono oppure si sopprimono.
- 08.15.09Giustizia [scheda]
Giustizia, di Friedrich Dürrenmatt (1987)
Marcos y Marcos Editore, collana <<Gli Alianti>> #120
carta Pigna
Romanzo
pp. 214
Titolo originale: Justiz
Traduzione di Giovanna Agabio