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	<title>le parole degli altri &#187; Europeana &#8211; Ourednik</title>
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	<description>Il caso ci guida anche se non abbiamo lasciato niente al caso</description>
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		<title>Europeana [recensione]</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 05:17:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fr</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europeana - Ourednik]]></category>
		<category><![CDATA[[recensioni]]]></category>

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		<description><![CDATA[[Apri la scheda del libro] Ci ho messo tanto a decidere come scrivere questa recensione. Si potrebbe addirittura dire che ho avuto un blocco. Sì, dai, ammettiamolo: ho avuto un blocco. Ma perché ho avuto un blocco se invece il libro l&#8217;ho letto senza blocchi, ma anzi, me lo sono proprio gustato? Innanzi tutto perché, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><a href="http://www.leparoledeglialtri.com/2010/02/27/europeana-scheda/" target="_blank">[Apri la scheda del libro]</a></p>
<p>Ci ho messo tanto a decidere come scrivere questa recensione. Si potrebbe addirittura dire che ho avuto un blocco. Sì, dai, ammettiamolo: ho avuto un blocco. Ma perché ho avuto un blocco se invece il libro l&#8217;ho letto senza blocchi, ma anzi, me lo sono proprio gustato?</p>
<p>Innanzi tutto perché, sebbene <em>Europeana (breve storia del XX secolo)</em> sia evidentemente un libro unico &#8211; lo si percepisce già dal titolo &#8211; è però molto difficile spiegarne i motivi. E la cosa più frustrante è che invece  è estremamente semplice descrivere, in teoria, ciò che è <em>Europeana</em>.</p>
<p><em>Europeana</em> è un esperimento:<strong> è l&#8217;anarchia applicata alla storia.</strong></p>
<p>Ecco fatto. Tutto chiaro, no?</p>
<p>Chiaramente no. La domanda immediatamente successiva è: in che maniera questo libro è anarchico? E quali sono i risvolti significativi di un libro di storia anarchico?  E qui si è piantato il sottoscritto; per un paio di mesi.</p>
<p>Qualcuno potrebbe osservare che la storia non può essere altrimenti che anarchica, e questa sarebbe un&#8217;osservazione più che legittima, se non addirittura <em>intelligente</em>, ma io chiaramente non mi sto riferendo alla storia intesa come La Storia &#8211; quella che si compie istantaneamente &#8211; , bensì alla saggistica storica, comunemente detta &#8220;storia&#8221;. Quella in cui a scuola prendevo sempre voti bassi.</p>
<p>Un&#8217;altra domanda (forse meno intelligente) potrebbe essere: perché prendevo voti bassi in storia e  poi mi sono andato a leggere un libro di storia?</p>
<p>Be&#8217;, prendevo voti bassi in storia perché era noiosissima; una palla terminale. Perché era un affastellamento di date e di nomi di luoghi e persone assolutamente privo di vitalità. Perché tutto questo ordine, tutta questa <em>coerenza</em>, aveva un sapore così smaccatamente marziale. D&#8217;altronde si parlava quasi solo di guerre e se mai c&#8217;è stato un argomento che mi ha sempre fatto letteralmente schifo, questo è senza dubbio la guerra.</p>
<p>Ma è stato attraverso <em>Europeana </em>che ho davvero capito cos&#8217;è che a pelle (a palle?) non mi andava giù nella storia. La storia, così come ce la fanno studiare, così come ci viene narrata, la storia per così dire <em>accademica</em>, è un falso storico. È completamente innaturale. La storia accademica, la <em>storiografia</em> (e l&#8217;etimologia di questa  parola già contiene in nuce tutto il mio discorso) è un dominare, un  incasellare, un <em>ordinare</em> ciò che invece è avvenuto  spontaneamente.</p>
<p>Tutta roba che va ampiamente contro il secondo principio della termodinamica.</p>
<p>E so che <a href="../2010/05/08/amras-pg-29/" target="_blank">Bernhard  sarebbe  fiero</a> di questa mia presa di posizione.</p>
<p>Io, che già sono di indole  insofferente verso qualunque forma di istituzione, gerarchia, eccetera, figuriamoci se mi entusiasmavo a studiare &#8216;ste cose!</p>
<p>L&#8217;altro motivo del mio blocco è che c&#8217;è tantissimo da dire. Questo libro mi ha stimolato un&#8217;infinità di pensieri. E uno non sa mai da dove diavolo partire. Cioè, uno non sa mai che <em>ordine</em> dare al tutto&#8230;</p>
<p>Proprio rimuginando su questa idea di ordine, di inizio, di svolgimento e di fine (cosa per altro inculcataci sempre dall&#8217;accademia) ho avuto un&#8217;epifania: l&#8217;unico modo per far davvero percepire la poeticità dell&#8217;esperimento di <em>Europeana</em> è riprodurre, per quanto possibile, lo stile di Ourednik, abbandonando  così ogni velleità di controllo sulla sequenza logica delle proprie  riflessioni. Ovvero: scrivere la recensione in maniera anarchica.</p>
<p>E allora: &#8216;fanculo incipit, svolgimento, fine. &#8216;Fanculo la storia. Pronti?</p>
<p>(Ah! Se a scuola mi avessero dato un libro come <em>Europeana</em> allora sì che mi ci sarei  divertito come un matto con la storia! Certo poi le interrogazioni sarebbero  state alquanto confuse&#8230;)</p>
<p>(Fra parentesi: per chi si rivede nelle mie riflessioni sulla storiografia, per chi si annoia con l&#8217;0rdine accademico, va comunque sottolineato che l&#8217;argomento di questo libello, questo famigerato XX secolo, è senza dubbio il    secolo più importante per la nostra storia personale &#8211; non foss&#8217;altro    perché ci siamo nati, a meno che questo blog non sia visitato da    ragazzini davvero precoci –, dunque buona cosa è farsene    un&#8217;infarinatura ed <em>Europeana</em> è un modo davvero sublime per farlo.)</p>
<p><span id="more-2131"></span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>E la prima cosa che colpisce nel leggere questo libro è che Ouredink decide di sua spontanea iniziativa di abolire le virgole. Sembra quasi una meta-dichiarazione che nella Storia non esistono subordinate e probabilmente da qualche parte qualcuno l&#8217;avrà anche detta una cosa simile e magari è passata inosservata. E comunque pure se nessuno l&#8217;ha detta adesso l&#8217;ho detta io. E per ovviare a questo problema dell&#8217;assenza di virgole la maggior parte delle frasi inizia con la congiunzione E. E anche questo dà parecchio da pensare perché fa un effetto che all&#8217;inizio un po&#8217; disorienta perché il libro appare come una sommatoria non convergente di eventi e di aneddoti.</p>
<p>Ma c&#8217;è di più. Ourednik non si limita ad abolire le virgole bensì decide di fare a meno di qualsiasi forma di <em>consecutio temporum</em>. Fra una frase all&#8217;altra possono passare 50 anni di tempo senza che a Ourednik gliene freghi qualcosa. In una sola pagina di questo libro potete ritrovarvi a seguire le vicende di un poveraccio in trincea nel 1916  e poi subito dopo a leggere del famoso <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Millennium_bug" target="_blank">baò der millennio</a> come lo chiamavano sul Vernacoliere all&#8217;epoca.</p>
<p>Si potrebbe dunque dire che <em>Europeana</em> è una sorta di libro anarco-agglutinante. Ed è proprio questa sua caratteristica agglutinante &#8220;a salti&#8221; che ti pone di fronte al vero valore dell&#8217;individualità dell&#8217;evento.</p>
<p>Mi viene quasi da dire che nella Storia esistono innumerevoli eventi simultanei e che di fatto non esiste <em>precedenza</em> nella Storia. È solo a posteriori che alcuni decidono chi e cosa sono meritevoli di essere inseriti nei saggi e nei testi che andranno a costituire la nostra memoria collettiva. La nostra memoria collettiva è quindi drammaticamente <em>selezionata da altri</em>. Cioè la storia canonica ci è sempre stata propinata tramite un presuntuosissimo taglio &#8220;top-down&#8221; come se fosse ovvia la rete di nessi fra la miriade di eventi e non un prodotto intellettuale a posteriori. <em>Europeana</em> invece ha un approccio completamente opposto ovvero &#8220;bottom-up&#8221;.</p>
<p>A pensarci bene non avrebbe molto senso scrivere l&#8217;ennesimo libro di     storia scritto come tutti gli altri se uno non trovasse un motivo davvero importante per farlo. E  probabilmente Ourednik non ha fatto altro che realizzare questa cosa  prima di mettersi a scrivere il suo libro di storia. Per questo <em>Europeana</em> è una storia che non ha una storia. D&#8217;altronde La Storia nella realtà è  così. Perché la realtà complessiva si condensa    solo in  forme  individuali prive di nessi e di logica aprioristica. E quindi la storia  di Ourednik è una    storia  che si frammenta nei suoi infiniti aneddoti  diventando la storia di se stessa in un    vortice  autoreferenziale.</p>
<p>Storie di sconosciuti individui che nessuno ha mai pensato degne di essere narrate ma che     invece mettono in luce perfettamente le contraddizioni e i chiaroscuri della realtà molto meglio di quanto non faccia l&#8217;accademia. L&#8217;ufficiale tedesco della prima guerra mondiale che     invia ai superiori le foto del genocidio armeno &#8211; pg. 48 -  dicendo    che la vergogna si abbatteva sul popolo tedesco e  che i tedeschi    avrebbero fatto bene a scegliere meglio i loro alleati (!) oppure il soldato  bretone che va in infermeria perché una pallottola gli aveva fatto  saltare un dito e il medico lo denuncia e lo fa fucilare perché ritiene  antipatriottico marcare visita per una ferita tanto insignificante &#8211; pg.  111 &#8211; o ancora quel tedesco   che impazzisce perché gli dicono che il  sapone con cui si  lavava era   fatto col grasso della sua ex-amante  ebrea &#8211; pg. 36. Storie minori la cui somma è il XX secolo. Storie minori che  non sono subordinate a nessuno.</p>
<p>Storie che fanno La Storia ma non la storiografia.</p>
<p>Infatti i grandi personaggi del XX secolo non vengono mai  menzionati  ma sono sempre sullo sfondo. Perché la storia dei grandi nomi e dei  grandi eventi la puoi andare a trovare ovunque non  serve  certo <em>Europeana </em>per farlo. La  storia in <em>Europeana </em>la ricavi dalla somma. La   domanda allora viene  spontanea: qual è il rapporto fra il tutto e la   somma delle sue parti? Il tutto può esser visto come la storia  accademica mentre la somma delle parti può esser vista come tutte le innumerevoli e vaste vite di tutti contemporaneamente.</p>
<p><em>Europeana</em> dunque ti pone costantemente la domanda CHE COSA È LA STORIA?  una  somma di piccoli punti o un&#8217;attesa che si condensino grandi eventi?   Facendo di nuovo un parallelo con la termodinamica conta più la   pressione che è una quantità macroscopica derivante dalla media di tutte   le velocità microscopiche o conta di più la velocità di ogni singola   molecola? Questa è una dicotomia irrisolta. Per alcuni conta il   microscopico da cui si può risalire sempre al macroscopico mentre per  altri conta solo  ciò che sopravvive quando si fa una media e che è  dunque più grande e importante della somma dei singoli  che l&#8217;hanno  generata.</p>
<p>E chi ha studiato bene la fisica sa che i due mondi non  si collegano affatto senza soluzioni di continuità. Chiunque ci provi  troverà delle cosiddette singolarità che continuamente vanificheranno i  suoi sforzi. I due mondi sono davvero separati ed <em>Europeana</em> dimostra la stessa cosa nella storiografia. Per questo oso dire che è un capolavoro. Ma anche perché è divertentissimo.</p>
<p>Infatti gli assurdi accostamenti di Ourednik a volte diventano quanto di più incongruente ci sia ma siccome tutto è sempre narrato con il massimo distacco alla fine ti viene da ridere o hai la netta sensazione che Ourednik ti sta prendendo per i fondelli. E anche questa è un&#8217;altra ricerca stilistica perché sono proprio l&#8217;incongruenza e il distacco ad introdurre un forte elemento di ironia e di sdrammatizzazione del tutto. Ed ecco che si compie la magia dell&#8217;aver tolto cose come le virgole e la logica temporale e qualunque forma di opinione personale ma aver prodotto qualcosa in più. Qualcosa di diverso e di nuovo. Sottrazioni che ironicamente danno risultati maggiori.</p>
<p>E Ourednik decide anche di mettere delle didascalie di poche parole a margine delle pagine. Le didascalie non sono mai più di 3-4 per pagina e condensano un passaggio più ampio in uno slogan come per esempio SPERMA DI QUALITÀ SUPERIORE quando parla del fatto che le donne potevano ordinare lo sperma sull&#8217;Internet scegliendo e pagando in base a tutta una serie di parametri relativi ai donatori. E queste didascalie non fanno che aumentare il senso di ironia e sarcasmo sottolineando anche il grottesco di tutto ciò. Il senso generale del libro è chiaramente un senso tragicomico.</p>
<p>Alcuni potrebbero dire che è un libro che si basa solo su dei luoghi  comuni e su degli stereotipi. E probabilmente è un&#8217;affermazione vera  come del resto è vero che i luoghi comuni e gli stereotipi fanno parte  della nostra vita. E forse Ourednik non sta facendo altro che tentare  una loro riabilitazione. Proprio perché è dal basso che Ourednik compone  il suo XX secolo.</p>
<p>Un mosaico in cui tutti si possono ritrovare in almeno qualche tessera. Un mosaico in cui ogni tessera è una storia e la somma delle tessere è la storia.</p>
<p>Dopo un po&#8217; che si legge <em>Europeana</em> si viene proprio rapiti dalla grande ironia e dal suo allegro e  anarchico e anti-accademico saltellare di palo in frasca. Perché  l&#8217;ordine e la successione non sono importanti. Ciò che è importante è venir sopraffatti dalla  moltitudine. Realizzare che esiste la moltitudine.</p>
<p>L&#8217;atemporalità che deriva da tutti gli accostamenti  incongrui e dai  salti temporali è anche forse un altro messaggio di  Ourednik. Io lo  leggo come LA MORTE DELLA STORIA. D&#8217;altronde da qualche  parte qualcuno  ha sicuramente detto che la storia è morta con la fine  del XX secolo  perché da adesso in poi con i mezzi tecnologici la storia è  scrivibile  in tempo reale e quindi muore il classico concetto di storia  quello in  cui prendevo i voti bassi.</p>
<p>È l&#8217;attuale passaggio dalla  parola  all&#8217;immagine. Ourednik lo sa bene e precisamente per questo motivo  non  segue nessun filo logico se non la sua amata anarchia. Un cut-up di immagini.  Che  poi va detto che questa è un&#8217;anarchia multidisciplinare perché <em>Europeana</em> tratta di tutto dalla nascita della psicoanalisi all&#8217;invenzione del   reggiseno al salutismo a scientology all&#8217;Internet.</p>
<p>Le parole che più  si ripetono nel libro oltre alla congiunzione  E sono NAZISMO e COMUNISMO a  riprova del fatto  che i due regimi  totalitari più forti e schiaccianti  del XX secolo sono e  resteranno per  sempre i due fatti più aberranti  che gli Europei siano  mai riusciti a  creare.</p>
<p>Questo è un libro che andrebbe citato tutto per intero per dare un&#8217;idea precisa di come funziona. Che è un po&#8217; come consigliare di leggerlo. In effetti questa mia recensione non dà per nulla l&#8217;idea di come funziona <em>Europeana</em> e rileggendo le citazioni da me scelte per il blog mi sembra di non avergli fatto per niente un favore a Ourednik. Anzi forse l&#8217;ho anche un po&#8217; svilito perché le citazioni che più mi colpivano ovviamente erano quelle sulle  aberrazioni del nazismo e del comunismo che però ti colpiscono ancora di più perché arrivavano come un fulmine a ciel sereno in mezzo a mille altre storie che non  c&#8217;entrano nulla. Citarle su questo blog ha diluito l&#8217;effetto di &#8220;mine vaganti&#8221; che nel testo era veramente micidiale oltre al fatto che si possono leggere una di fila all&#8217;altra annullando completamente il principio anarchico di Ourednik. È stato attraverso <a href="http://www.leparoledeglialtri.com/2010/03/31/europeana-pg-134/#comment-784" target="_blank">i commenti del caccialupi</a> che è il nostro lettore più assiduo che mi  sono reso conto che l&#8217;idea di citare da <em>Europeana</em> non solo non  rende giustizia al libro ma forse lo danneggia proprio.</p>
<p>Ma anche questo mi è servito. Infatti è proprio da questa vicenda che ho deciso di cambiare la gestione delle citazioni del blog. Prima mettevo citazioni sempre dallo stesso libro che stavo leggendo e quindi potevano passare 20 giorni in cui in homepage si leggevano citazioni dello stesso libro proprio com&#8217;è accaduto con <em>Europeana</em> mentre da adesso in poi le citazioni saranno sempre da due o tre libri contemporaneamente. Così almeno c&#8217;è un po&#8217; di varietà.</p>
<p>(E ci tengo anche a dire che <em>Europeana </em>esce per una delle case editrici indipendenti più interessanti d&#8217;Italia che si chiama <a href="http://www.duepuntiedizioni.it/" target="_blank">:duepunti editore</a>. Di questi ragazzi ho già letto anche <em>Il verbale</em> di J. M. G. Le Clézio e ho in programma di leggermi anche altri libri perché le loro scelte sono sempre di primissimo ordine.)</p>
<p>E notate pure la grande ironia del sottotitolo <em>(breve storia del XX secolo)</em> che fa il verso al famosissimo libro di Hobsbawm <em>Il secolo breve (1914-1991)</em> a riprova del fatto che Ourednik ti fa lo sgambetto da tutte le parti. Su un <a href="http://www.licenziamentodelpoeta.splinder.com/post/9675384" target="_blank">blog simpatico</a> infatti leggo &#8220;&#8230;se pure è vero che Ourednik  è uno a cui piace prendere per il culo la gente, lettori inclusi, devo  dire che farmi prendere per il culo da Ourednik m&#8217;è piaciuto  abbastanza.&#8221; Non posso che concordare appieno.</p>
<p>Mi sono a lungo chiesto come Ourednik sarebbe uscito dal tunnel di  questa assurda sommatoria e la cosa geniale è che ne esce fuori indenne. Ne esce  fuori senza strappi. Con l&#8217;indifferenza che caratterizza tutta l&#8217;opera e  una tranquillità che dimostrano una classe superiore. Il finale è  addirittura beffardo.</p>
<p><em>Europeana</em> è un nuovo modo  di fare letteratura storica che nasce e  contemporaneamente muore perché  nessuno recepirà questo messaggio.</p>
<p><em>Europeana</em> è l&#8217;epitaffio della storia.</p>
<p><a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/" target="_blank"><img class="alignright" style="border-width: 0pt;" title="Questa recensione ha licenza Creative Commons" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" alt="Creative Commons License" width="88" height="31" /></a></p>
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		<title>Europeana [pg. 145]</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 05:18:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In origine i nazisti erano in disaccordo con la teoria della relatività e avevano concluso che si trattava di un attacco estetico e intellettuale degli ebrei che volevano nuocere al popolo tedesco e i comunisti dicevano che la teoria della relatività era stata inventata dalla borghesia per rimettere in discussione la scienza in quanto tale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>In origine i nazisti erano in disaccordo con la teoria della relatività e avevano concluso che si trattava di un attacco estetico e intellettuale degli ebrei che volevano nuocere al popolo tedesco e i comunisti dicevano che la teoria della relatività era stata inventata dalla borghesia per rimettere in discussione la scienza in quanto tale e minare le basi scientifiche del comunismo.</p></blockquote>
<p style="text-align: right;"><a title="vai alla scheda" href="http://www.leparoledeglialtri.com/2010/02/27/europeana-scheda/">[]</a></p>
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		<title>Europeana [pg. 137]</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Apr 2010 09:14:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ma le cause più frequenti di morte nei campi di concentramento erano i geloni e le cancrene perché tutti avevano paura di farsi rubare le scarpe e le tenevano ai piedi anche di notte. []]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Ma le cause più frequenti di morte nei campi di concentramento erano i geloni e le cancrene perché tutti avevano paura di farsi rubare le scarpe e le tenevano ai piedi anche di notte.</p></blockquote>
<p style="text-align: right;"><a title="vai alla scheda" href="http://www.leparoledeglialtri.com/2010/02/27/europeana-scheda/">[]</a></p>
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		<title>Europeana [pg. 137]</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 05:04:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E dopo la Seconda Guerra Mondiale i prigionieri di guerra russi che erano tornati a casa furono inviati nei campi di concentramento per difetto di impegno nello sforzo bellico e tendenza all&#8217;individualismo. []]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>E dopo la Seconda Guerra Mondiale i prigionieri di guerra russi che erano tornati a casa furono inviati nei campi di concentramento per difetto di impegno nello sforzo bellico e tendenza all&#8217;individualismo.</p></blockquote>
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		<title>Europeana [pg. 135]</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 05:02:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Era importante consolidare la dittatura del proletariato perché i comunisti non dovevano lottare soltanto contro i borghesi ma anche contro gli operai e i contadini che avevano un&#8217;idea diversa della rivoluzione e si ribellavano e scioperavano e rifiutavano di svolgere il loro compito rivoluzionario. []]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Era importante consolidare la dittatura del proletariato perché i comunisti non dovevano lottare soltanto contro i borghesi ma anche contro gli operai e i contadini che avevano un&#8217;idea diversa della rivoluzione e si ribellavano e scioperavano e rifiutavano di svolgere il loro compito rivoluzionario.</p></blockquote>
<p style="text-align: right;"><a title="vai alla scheda" href="http://www.leparoledeglialtri.com/2010/02/27/europeana-scheda/">[]</a></p>
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		<title>Europeana [pg. 134]</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 05:49:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I comunisti inventarono i campi di concentramento nel 1918 per accelerare la vittoria della rivoluzione e rinforzare la dittatura del proletariato e gli storici dicevano che quindici o venti milioni di persone erano morte nei campi di concentramento sovietici e che nei trentacinque anni successivi un cittadino su sette vi aveva passato una parte della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>I comunisti inventarono i campi di concentramento nel 1918 per accelerare la vittoria della rivoluzione e rinforzare la dittatura del proletariato e gli storici dicevano che quindici o venti milioni di persone erano morte nei campi di concentramento sovietici e che nei trentacinque anni successivi un cittadino su sette vi aveva passato una parte della sua vita.</p></blockquote>
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		<title>Europeana [pg. 129]</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 05:27:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I saponi distribuiti ai soldati tedeschi portavano impresse le lettere RJF e alcuni storici dicevano che si trattava di una sigla per REINES JUDENFETT cioè pura materia grassa di ebreo mentre altri dicevano che si trattava dell&#8217;abbreviazione di CENTRO INDUSTRIALE DI MATERIE GRASSE E DETERGENTI e nel 1905 l&#8217;Istituto tedesco per la questione zigana pubblicò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>I saponi distribuiti ai soldati tedeschi portavano impresse le lettere RJF e alcuni storici dicevano che si trattava di una sigla per REINES JUDENFETT cioè pura materia grassa di ebreo mentre altri dicevano che si trattava dell&#8217;abbreviazione di CENTRO INDUSTRIALE DI MATERIE GRASSE E DETERGENTI e nel 1905 l&#8217;Istituto tedesco per la questione zigana pubblicò lo ZIGEUNERBUCH cioè il libro zigano in cui psichiatri e antropologi e biologi spiegavano le cause dell&#8217;inferiorità degli zigani e come questi avrebbero potuto nuocere alla società.</p></blockquote>
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		<title>Europeana [pg. 125]</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 05:21:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E quando tra gli ebrei ce n&#8217;era uno che aveva la facies del vero ebreo i nazisti gli tagliavano la testa e la imbalsamavano per spedirla nelle scuole tedesche affinché i giovani scolari fossero anch&#8217;essi capaci di riconoscere un ebreo al primo colpo. Gli ebrei si riconoscevano dall&#8217;occhio vile e dallo sguardo sfuggente e dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>E quando tra gli ebrei ce n&#8217;era uno che aveva la facies del vero ebreo i nazisti gli tagliavano la testa e la imbalsamavano per spedirla nelle scuole tedesche affinché i giovani scolari fossero anch&#8217;essi capaci di riconoscere un ebreo al primo colpo. Gli ebrei si riconoscevano dall&#8217;occhio vile e dallo sguardo sfuggente e dal naso aquilino e dita nodose e dal fatto che erano spesso deboli e striminziti perché la natura li aveva rigettati dal suo seno.</p></blockquote>
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		<title>Europeana [pg. 104]</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 05:08:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La corsa per rinfrescarsi i polmoni fu inventata dagli americani che a tal fine si procuravano pantaloncini fabbricati con materiali fosforescenti e scarpe a sospensione pneumatica per evitare le distorsioni della colonna vertebrale e nel 1985 centotrentacinque americani sono morti d&#8217;infarto durante la corsa mattutina. []]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>La corsa per rinfrescarsi i polmoni fu inventata dagli americani che a tal fine si procuravano pantaloncini fabbricati con materiali fosforescenti e scarpe a sospensione pneumatica per evitare le distorsioni della colonna vertebrale e nel 1985 centotrentacinque americani sono morti d&#8217;infarto durante la corsa mattutina.</p></blockquote>
<p style="text-align: right;"><a title="vai alla scheda" href="http://www.leparoledeglialtri.com/2010/02/27/europeana-scheda/">[]</a></p>
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		<title>Europeana [pg. 124]</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 05:16:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E durante i primi mesi di guerra si distribuivano ai prigionieri dei campi di concentramento cartoline con un testo prestampato da inviare alla famiglia IL VITTO È DI BUONA QUALITÀ. LAVORIAMO SUL POSTO. CI TRATTANO CORRETTAMENTE E SI PRENDONO CURA DI NOI. E quando le famiglie ricevevano la cartolina e stavano in pena per chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>E durante i primi mesi di guerra si distribuivano ai prigionieri dei campi di concentramento cartoline con un testo prestampato da inviare alla famiglia IL VITTO È DI BUONA QUALITÀ. LAVORIAMO SUL POSTO. CI TRATTANO CORRETTAMENTE E SI PRENDONO CURA DI NOI. E quando le famiglie ricevevano la cartolina e stavano in pena per chi l&#8217;aveva spedita andavano a denunciarsi alle autorità tedesche e chiedevano di poter raggiungere i familiari in questo o in quel campo. E un prigioniero greco di Buchenwald inviò una cartolina a suo padre a Naxos e tre mesi dopo suo padre lo raggiunse ma appena scese dal treno suo figlio si scagliò su di lui e lo strangolò prima che i tedeschi avessero il tempo di fucilarlo.</p></blockquote>
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