‘Amras – Bernhard’

Comments
  • 06.28.10Amras [pg. 78]

    Per me non esiste ormai altro che il tetro, triste travaglio dei miei simili; non riesco più a sentire l’incanto di ciò che è teorico

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  • 06.25.10Amras [pg. 73]

    Montagne, ostacoli, genitrici di devastanti decenni… la tua aspirazione al suicidio che ti ignora di continuo.

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  • 06.22.10Amras [pg. 73]

    La morte, messa continuamente in relazione con un certo numero che si riferisce a me… con la gravità del momento.

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  • 06.20.10Amras [pg. 72]

    Non vi è traccia di sgomento nei suoi pensieri, questo, come Lei può immaginare, sulle prime mi ha spaventato, poi mi ha fatto capitolare

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  • 06.18.10Amras [pg. 71]

    Quali possibilità offre tutt’a un tratto una parola come Costantinopoli, che io infilo nel discorso rivolgendomi a un paio di persone che non hanno mai sentito quella parola, proprio come la parola Afghanistan, la parola monomania, la parola afasia, la parola plastidio…Ai nostri boscaioli dico anche Bosforo, e loro si spaventano.

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  • 16.10.10Amras [pg. 69]

    … i più si augurano una morte improvvisa, sorprendente, che li sorprenda, indolore… Fine di tutti gli eccessi…

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  • 36.7.10Amras [pg. 67]

    Niente alibi, se ti imbacucchi come loro, indossi le loro giacche, i loro pantaloni, i loro cappelli… Muffole, cappuccio… se t’abitui a camminare come loro… ti coinvolgono continuamente in contraddizioni…

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  • 26.2.10Amras [pg. 62]

    La consapevolezza che tu non sei che frammenti, che i periodi lunghi o brevi e anche quelli lunghissimi non sono che frammenti… che la durata delle città e dei paesi non è altro che frammenti… anche la terra un frammento… che tutta l’evoluzione è un frammento… che l’interezza non esiste… che i frammenti si sono sempre formati e continuano a formarsi… nessuna via, soltanto arrivi… che la fine è priva di consapevolezza… che, dopo, nulla esiste senza di te e che di conseguenza non esiste nulla…

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