‘___Citazioni sparse’
- 110.5.11Wikipedia.it
Cara lettrice, caro lettore,
in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c’è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.
Il Disegno di legge – Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) del comma 29 recita:
«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue e gratuita.
Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.
Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l’obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.
Purtroppo, la valutazione della “lesività” di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all’opinione del soggetto che si presume danneggiato.
Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiedere l’introduzione di una “rettifica”, volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.
In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che Wikipedia non ha una redazione) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l’intera pagina è stata rimossa.
Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo – Articolo 27
«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici. Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»L’obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell’Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l’abbiamo conosciuta fino a oggi.
Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell’onore e dell’immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall’articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.
Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all’arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per “non avere problemi”.
Vogliamo poter continuare a mantenere un’enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?
Gli utenti di Wikipedia
- 16.7.11Umberto Eco
Mi piace la nozione di testarda indifferenza. Per coltivare una testarda indifferenza bisogna limitarsi a certe aree del sapere. Non puoi essere totalmente avido. Devi obbligarti a non imparare tutto. Altrimenti non imparerai nulla. La cultura in questo senso ha a che fare con il saper dimenticare.
- 06.3.11Umberto Eco
Una persona illetterata che muore, diciamo alla mia età, ha vissuto una vita, mentre io ho vissuto la vita di Napoleone, di Cesare, di d’Artagnan. Per questo incoraggio sempre i giovani a leggere, perché è un modo perfetto per sviluppare un’ottima memoria e una vorace e complessa personalità. E poi, alla fine della tua vita, hai vissuto innumerevoli altre vite, il che è un privilegio favoloso.
- 15.30.11Umberto Eco
Se con “intellettuale” intendi qualcuno che lavora solo con la mente e non con le mani, allora l’impiegato di banca è un intellettuale e Michelangelo non lo è. E oggi, con il computer, sono tutti intellettuali. Quindi io non penso che abbia nulla a che vedere con la professione di qualcuno o con la sua estrazione sociale.
A mio modo di vedere, un intellettuale è qualcuno che sta creativamente producendo nuovo sapere. Un contadino che capisce che un tipo di innesto può produrre una nuova specie di mele ha, in quel momento, prodotto un’attività intellettuale. Mentre il professore di filosofia che tutta la sua vita ripete sempre la stessa lezione su Heidegger, non costituisce un intellettuale. La creatività critica – criticare ciò che facciamo o inventare maniere migliori per farlo – è l’unico segno di funzione intellettuale.
- 15.26.11Nicola Lagioia
Possibile dunque che la vita, ancor prima della letteratura, ci spaventi a tal punto da farci preferire il bello inerte a una salvifica perturbazione sui nostri panorami interiori?
- 15.24.11Umberto Eco
Dico sempre che sono abile nell’usare gli interstizi. C’è molto spazio fra atomo e atomo, fra elettrone e elettrone, e se riducessimo tutta la materia dell’universo eliminando tutto lo spazio in mezzo, l’intero universo sarebbe compresso in una palla. Le nostre vite sono piene di interstizi. Questa mattina tu mi hai suonato, ma poi hai dovuto aspettare l’ascensore: alcuni secondi sono passati prima di arrivare alla mia porta. Durante questi secondi, aspettandoti, stavo pensando a un nuovo pezzo che sto scrivendo. Io posso lavorare al WC, nel treno. Mentre nuoto produco un sacco di cose, specialmente al mare. In vasca da bagno meno, ma produco anche lì.
- 24.29.11Nicola Lagioia
Il problema non è che non fa qualcosa di nuovo, ma che non fa qualcosa di vivo.
- 14.21.11Nicola Lagioia
Un grande libro vive sempre al di là delle nostre aspettative.
- 13.31.11Frate Paolo Raffaele Pugliese
Se la morte è un nemico, allora la vita è una fuga. Con la costante paura che a un certo punto verrai braccato: e non c’è scampo.
Se la morte è invece una sorella, come diceva san Francesco, una sposa, un incontro, un mistero, allora la vita assume un altro significato.
- 13.22.11Pablo Casals
A volte mi guardo intorno con una sensazione di costernazione. Nella confusione che affligge il mondo oggi, vedo una mancanza di rispetto per i valori della vita. Siamo circondati dalla bellezza, ma quanti sono incapaci di vederla! Guardano le meraviglie di questa terra – e sembrano non vedere nulla. Le persone si muovono in maniera frenetica, ma riflettono poco su dove stanno andando. Cercano l’eccitazione per il puro piacere, come se fossero persi e disperati. Trovano poca felicità nelle naturali, quiete e semplici cose della vita.
Ogni secondo viviamo in un nuovo e unico momento dell’universo, un momento che non è mai stato e che non sarà mai più. E cosa insegniamo ai nostri figli a scuola? Gli insegniamo che due e due fanno quattro, che Parigi è la capitale della Francia. Quando gli insegneremo anche cosa sono? Dovremmo dire ad ognuno di loro: “Lo sai che cosa sei? Tu sei una meraviglia. Tu sei unico. In tutto il mondo non esiste un altro bambino esattamente come te. E guarda il tuo corpo – che meraviglia che è! Le tue gambe, le tue braccia, le tue abili dita, il modo in cui ti muovi! Potresti diventare uno Shakespeare, un Michelangelo, un Beethoven. Tu hai le capacità per qualsiasi cosa. Sì, tu sei una meraviglia. E quando crescerai, potrai mai ferire un’altra persona che, come te, è una meraviglia?”
Dovete prendervi cura fra di voi. Dovete lavorare – noi tutti dobbiamo lavorare – per creare questo mondo degno dei suoi figli.