Che cosa possiamo fare quando le scadenze incombono ma la nostra natura procrastinatrice non ne vuole sapere di farsi da parte? Be’, ovvio: lasciare che la tecnologia ci dia una mano.

Una delle mie mappe mentali preferite si intitola How to focus in the age of distraction. L’ho trovata per caso in rete molto tempo fa e, ancora oggi, di tanto in tanto la cerco e me la vado a riguardare. Fatelo anche voi, è sufficiente inserire il titolo nella ricerca per immagini di Google.

È piena zeppa di consigli utili, vero? Accanto a creare rituali che includono meditazione e pause di riflessione (a proposito, vi segnalo un un interessante articolo di doppioverso sulla meditazione per traduttori), a gestire bene i propri spazi, a dedicare tempo a riflettere e organizzare il lavoro, c’è quel rametto verde chiaro in basso a sinistra, Help for addicts, che mi ha colpita perché consigliava l’uso di programmi per bloccare Internet (e riguadagnare così la propria libertà) verso i quali ero sempre stata molto scettica. Da un lato, ero memore dell’esperienza di chi, dopo aver usato programmi per bloccare l’accesso a Facebook, si era ritrovato con il computer bloccato e improvvisamente inaccessibile, e non avevo affatto voglia di correre lo stesso rischio. Dall’altro temevo che non sarebbe stata la soluzione definitiva, che procrastinare faceva parte della mia natura e, se avessi bloccato parte delle distrazioni, ne avrei trovate altre.

Ebbene, erano tutte scuse. Me ne sono infine resa conto l’ennesimo giorno in cui mi sono ritrovata a saltellare da un blog a Facebook a un altro blog a un articolo (magari su un argomento vagamente legato al mondo della traduzione, così non mi sentivo troppo in colpa) che dovevo assolutamente leggere in quel momento altrimenti l’apocalisse. Così ho capito che era giunto il momento. Non avevo scadenze imminenti e avrei potuto tollerare un blocco tecnologico temporaneo, quindi ho digitato in google “Facebook blocker” (perché, alla fin fine, la maggior parte delle distrazioni passavano da lì). Mi si è aperto un mondo. Da quel momento SelfControl e affini sono diventati parte integrante della mia routine lavorativa… e il mio portatile non ne ha risentito in alcun modo (devo ammettere che è passato qualche anno da quando ne avevo letto peste e corna).

Esistono due tipi di strumenti a me noti per bloccare l’accesso a (parti di) internet. Le estensioni per browser limitano direttamente l’accesso ai siti web da voi scelti dal browser a cui si attaccano. Le prime a saltare fuori da una ricerca su Google sono StayFocusd e Block & Focus, entrambe per Chrome.  Se invece è Facebook la vostra bestia nera, c’è Facebook Blocker by webgraph, che funziona su diversi browser.

Ci sono poi le app indipendenti, a mio avviso più interessanti perché, oltre all’elenco di siti internet scelto dall’utente, consentono di bloccare anche altre applicazioni potenzialmente dannose per la produttività. Eccone alcune:

  • SelfControl: Inizio da SelfControl perché è quella che uso abitualmente. È gratuita e open-source. Il codice è disponibile su GitHub (insieme a a una paginata di FAQ che, tra le righe, ne spiegano un po’ più in dettaglio le caratteristiche) e l’applicazione è tradotta in varie lingue (se fate parte dell’elenco dei traduttori fate un fischio 😉 ). La versione attuale funziona per Mac OS X 10.7+, ma ne è ancora disponibile una per utenti con sistema operativo più vecchiotto (10.5+). L’applicazione blocca l’accesso dell’utente a social network, siti web, al proprio server di posta, e a tutto ciò che potrebbe distrarre. È sufficiente aggiungere che si vuole oscurare alla black-list, impostare per quanto tempo si vuole bloccare l’accesso, premere “Start” e inserire la propria password. Da quel momento, per il tempo stabilito, non riuscirete più ad accedere ai siti nella lista nemmeno riavviando il computer o cancellando l’applicazione. Ricordatevi però di spegnere le notifiche di sistema, altrimenti quelle continueranno a saltar fuori e vi faranno venire voglia di aprire Facebook sull’iPad o sul telefono per vedere che sta succedendo laggiù…
  • ColdTurkey: Be’, la storiella che ne racconta la nascita  è carina. Esiste sia per Windows che per Mac, ma, almeno nel secondo caso, richiede una versione abbastanza recente del sistema operativo (10.11+), ragion per cui la sottoscritta non l’ha (ancora) potuto provare. Ha tuttavia l’aria molto interessante. La versione gratuita offre giusto il blocco dei siti web indesiderati su tutti i browser principali e la possibilità di impostare un timer, mentre quella a pagamento (25$ one-off che includono gli aggiornamenti e permettono di installare l’applicazione su tutti i computer a uso personale) offre la possibilità di programmare le sessioni di lavoro includendo pause per ricaricarsi, di creare liste differenti di siti e/o applicazioni da bloccare a seconda dell’occasione e, nella versione per Mac, addirittura di bloccare solamente certe parti di un sito web. Oppure, al contrario, bloccare completamente l’accesso a internet con qualche eccezione. Più qualche altra  caratteristica  descritta sul sito dell’applicazione. Ma sono soprattutto le frasi motivazionali che appaiono ogni qual volta si tenta di accedere a un sito bloccato che mi fanno venire voglia di aggiornare il portatile e provarlo 😃
  • Freedom: anche Freedom (per Mac Windows e dispositivi Apple mobili) è a pagamento, un po’ più caro di ColdTurkey, e funziona mediante abbonamento mensile (6,99$/mese), annuale (29$/anno) oppure acquistando l’accesso illimitato all’applicazione (119$). Vi da la possibilità di scaricarne una versione di prova con funzionalità limitate (sette sessioni). Le caratteristiche sono più o meno le stesse offerte dalle altre applicazioni a pagamento: bloccare a più livelli (solo alcuni siti web, siti e applicazioni, l’accesso a Internet in toto), possibilità di programmare le sessioni di lavoro e il famigerato Locked Mode che vi impedirà di modificare le sessioni in corso. Ah, anche qui un bel video racconta com’è nata l’applicazione.
  • Focus: app a pagamento (19,99$) solo per Mac (OS X 10.9+), della quale è però possibile scaricare una versione di prova valida un paio di settimane. Di diverso dalle applicazioni precedenti ha che è accessibile direttamente sulla menu-bar in alto sullo schermo, da cui lo slogan “Get in the zone in 1 click”. Anche Focus dichiara di bloccare siti web su tutti i browser, più altre applicazioni (come Mail e Skype, per esempio). E, come ColdTurkey, mostra frasi motivazionali ogni volta che un sito viene bloccato con, in più, la possibilità di personalizzare le frasi a proprio gradimento. Permette di programmare le sessioni di lavoro durante la giornata ma, forse, la caratteristica più interessante è la possibilità di estenderne le funzioni con script in BASH o tramite il browser.
L’elenco non è ovviamente esaustivo. Voi le avete provate? Come vi siete trovati? O ne usate/preferite altre? Ditecelo nei commenti!
(e di come postare automaticamente con cadenza regolare articoli interessanti sulla propria pagina Facebook pur avendo l’accesso bloccato ne parleremo la prossima volta…)

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