Michael Craig-Martin

2010 settembre 18
by fr

Un albero di quercia

Per iniziare, potresti descrivere questo lavoro?

Sì, certo. Ciò che ho fatto è stato modificare un bicchiere d’acqua in un albero di quercia adulto senza alterare gli incidenti del bicchiere d’acqua.

Gli incidenti?

Sì. Colore, sensazione, peso, grandezza…

Vuoi dire che il bicchiere d’acqua è il simbolo di una quercia?

No. Non è un simbolo. Ho cambiato la sostanza fisica del bicchiere d’acqua in quella di una quercia.

A guardarlo sembra un bicchiere d’acqua.

Ovviamente. Non ne ho modificato l’aspetto. Ma non è un bicchiere d’acqua, è una quercia.

Puoi provare ciò che dichiari di aver fatto?

Be’, sì e no. Dichiaro di aver mantenuto la forma fisica del bicchiere d’acqua e, come puoi constatare, l’ho fatto. Tuttavia, siccome normalmente si cerca l’evidenza di un cambiamento fisico in termini di un’alterazione della forma, una simile dimostrazione non esiste.

Non hai semplicemente chiamato un bicchiere d’acqua: “quercia”?

Assolutamente no. Non è più un bicchiere d’acqua. Ne ho alterato la sostanza effettiva. Non sarebbe più appropriato chiamarlo bicchiere d’acqua. Uno può chiamarlo nella maniera che preferisce, ma questo non cambia il fatto che è una quercia.

Non è semplicemente come il caso dei vestiti nuovi dell’imperatore?

No. Nel caso dei vestiti nuovi dell’imperatore le persone sostengono di vedere qualcosa che non c’è solo perché sentono che devono farlo. Sarei molto sorpreso se qualcuno mi dicesse di vedere una quercia.

È stato difficile effettuare la modifica?

Zero sforzo. Ma ci sono voluti anni di lavoro prima di concepire che avrei potuto farlo.

Quando precisamente il bicchiere d’acqua è diventato una quercia?

Quando ho messo l’acqua nel bicchiere.

Questo succede ogni volta che riempi un bicchiere con dell’acqua?

No, chiaramente no. Solo quando io intendo tramutarlo in quercia.

Allora l’intenzione causa il cambiamento?

Io direi che fa precipitare il cambiamento.

Non sai come ci riesci?

Contraddice ciò che sento di sapere a proposito di causa ed effetto.

A me sembra che tu stia dichiarando di aver effettuato un miracolo. È questo il caso?

Sono lusingato che tu lo pensi.

Ma tu sei l’unica persona che può fare una cosa del genere?

Come posso saperlo?

Potresti insegnare altri a farlo?

No, non è una cosa che si può insegnare.

Pensi che aver tramutato il bicchiere d’acqua in quercia costituisca un’opera d’arte?

Sì.

Cosa precisamente costituisce l’opera d’arte? Il bicchiere d’acqua?

Non c’è più nessun bicchiere d’acqua.

Il processo di cambiamento?

Non c’è nessun processo implicato nel cambiamento.

La quercia?

Sì. L’albero di quercia.

Ma la quercia esiste solo nella mente.

No. La quercia è effettivamente e fisicamente presente, ma in forma di bicchiere d’acqua. Esattamente come il bicchiere d’acqua è un preciso bicchiere d’acqua, anche la quercia è una quercia specifica. Perché concepire la categoria “quercia” o figurarsi una quercia particolare non è la stessa cosa che comprendere e sperimentare una quercia che ha l’aspetto di un bicchiere d’acqua. Così come non è percepibile, non è concepibile.

La quercia specifica esisteva già da qualche parte prima che prendesse la forma del bicchiere d’acqua?

No. Questa particolare quercia non esisteva prima. Vorrei inoltre sottolineare che non ha, e non avrà mai, altra forma al di fuori di quella di un bicchiere d’acqua.

Per quanto tempo continuerà ad essere una quercia?

Finché non la cambio io.

4 Responses leave one →
  1. 2010 settembre 18
    kux cazalobos permalink

    - ma tu credi di servire a qualcosa su questo pianeta?
    > non ne son tanto sicuro..
    - ma se ti prendo a calci in faccia per una settimana, pensi che riuscirò a trasformarti in quercia o diventerai qualcos’altro?
    > non so. io non so un cazzo..

    scusate, ma l’arte concettuale mi dà ai nervi!
    ed è così ironico che la persona che ha iniziato il tutto fosse marcel. ma lui aveva un’ironia che tutti quelli che l’han seguito non sanno neppure dove stia di casa.

    qui dive vivo non si fa altro che parlare di arte concettuale. il problema è che, nel 99,9 periodico per cento dei casi, non c’è assolutamente alcun concetto dietro “all’opera” presentata. dunque, se non c’è un concetto, come diavolo si fa a chiamarla concettuale?!?
    per me son solo soldi rubati ai contribuenti [poiché il più delle volte, almeno qui, si tratta di lavori realizzati con finanziamenti pubblici] e questi dementi, fighetti, posoni, microcefali, mitomani [i quali per altro vengono molto spesso da famiglie straricche e quindi non avrebbero nessun bisogno di chiedere finanziamenti pubblici,ma come succede sempre : piove semprre sul bagnato] meritano giusto d’esser inviati, per un centinaio d’anni, in un bel campo vacanze in siberia. o meglio ancora sulla luna.

    ora, che il tizio in questione sia attivo dagli anni ’60 non cambia il fatto che presntare un lavoro come questo del bicchiere d’acqua, senza avere la correttezza di dire che ci son circa millecinquecento anni di filosofia zen dietro ad un tale gesto e che spiegano molto meglio di quanto non sappia fare ‘sto mentecatto l’idea che basta cambiare prospettiva e l’oggetto cambia radicalmente, mi pare semplicemente disonesto.
    fosse stato uno stronzetto di vent’anni ancora ancor apotevo capire che no ne sapesse un cazzo, poiché l’ignoranza della storia che si ha oggi non la si è mai avuta prima.
    ma uno che c’ha circa settant’anni non può più permettersi di fare finta di niente.

    il problema di questo momento storico è che c’è troppa gente che parla senza avere un cazzo da dire. e che, causa la propria ignoranza, ha la pretensione di credere che ciò che dice non è mai stato detto prima.
    ci vorrebbe un po’ più di umiltà.

    [scusate. non son prorpio di buon umore oggi]

  2. 2010 settembre 18
    kux cazalobos permalink

    ok : prenteZione

    son un po’ stanco…

  3. 2010 settembre 18

    m’hai fatto davvero ridere. e mi spiace per il tuo pessimo umore (cosa che si percepisce in maniera evidente).

    secondo me è molto ironico, ma al contempo è serio. non c’è alcun dubbio che il riferimento principe sia Duchamp; lo ammette lo stesso Craig-Martin.

    se lo rileggi quando sei meno stanco e meno arrabbiato potrebbe piacerti di più. in effetti, ed è su questo che ruota l’argomento, non c’entra nulla il cambio di prospettiva che citi tu. sono due discorsi diversi.

    a me fa tanta simpatia, in particolare il discorso che siamo abituati a pensare a cambiamenti fisici sempre associandoli a cambiamenti di forma.

    comunque è pure giusto non trovarsi sempre d’accordo.

    però riposati, fammelo come piacere personale.

  4. 2010 settembre 28
    kux cazalobos permalink

    per tornare al discorso delle visioni limitate.
    di recente ho avuto una sorta di illuminazione ed ho sentito perfettamente come possa esser una dimensione, o universo parallelo, forse, piuttosto, dove vi siano tre dimesioni temporali ed una spaziale. è stato facilissimo, quando son stato capace di visualizzarla. quasi banale.

    ma un cambiamento fisico senza cambiamento di forma?

    ho davvero difficoltà. ammetto tutti i miei limiti. almeno quelli che potrebbero essermi imputati legalmente, degli altri me ne infischio.

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