Amras [pg. 62]

2010 giugno 2
by fr

La consapevolezza che tu non sei che frammenti, che i periodi lunghi o brevi e anche quelli lunghissimi non sono che frammenti… che la durata delle città e dei paesi non è altro che frammenti… anche la terra un frammento… che tutta l’evoluzione è un frammento… che l’interezza non esiste… che i frammenti si sono sempre formati e continuano a formarsi… nessuna via, soltanto arrivi… che la fine è priva di consapevolezza… che, dopo, nulla esiste senza di te e che di conseguenza non esiste nulla…

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2 Responses leave one →
  1. 2010 giugno 3
    m kux cazalobos permalink

    una filosofia che non ho mai capito – mai capito la filosofia, del resto.
    non ricordo più qual’è stato il primo bischero di filosofo che ha detto che nulla esiste al di là del punto di vista egocentrico e dunque, una volta che si passa [muore] nulla più esiste. ancora peggio : che forse nulla esiste non appena giriamo la testa.

    ci può essere qualcosa di più egocentrico di questo?

    il mondo è, a mio modesto parere, una serie di relazioni. matematiche, se si vuole.
    altre relazioni si creano se noi non siamo “là”. che importa se il resto del mondo continua ad esistere senza di noi? l’importante è vivere per il proprio benessere, cercando il contatto con gli altri. creando relazioni.

    e, giustamente, la mancanza di questo contatto, di queste relazioni, non può che portare ad un senso d’isolamento traumatico.

    doveva esser davvero triste thomas.

  2. 2010 giugno 3

    in effetti questa citazione risente parecchio dell’influenza di Schopenhauer, ma rende anche perfettamente l’idea della crisi esistenziale dei protagonisti di Amras.

    su ciò che dici rispetto alle filosofie iper verificazioniste, non posso che trovarmi d’accordo. se in un bosco cade un albero, ma non c’è nessuno che può testimoniare, farà del suono, cadendo? esisterà davvero?

    tutto sommato, teorie divertenti, ma quasi prive di valore reale. ottime per la speculazione, questo sì. sicuramente hanno dato vita a interessanti dibattiti che poi hanno prodotto anche delle teorie molto più solide e intriganti. però la cosa si ferma qui. chi decide di farne il paradigma della propria esistenza, avrà molte difficoltà a vivere.

    sul thomas triste, non so. secondo me quello là era un furbo.

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