Europeana [pg. 124]
2010 marzo 27
E durante i primi mesi di guerra si distribuivano ai prigionieri dei campi di concentramento cartoline con un testo prestampato da inviare alla famiglia IL VITTO È DI BUONA QUALITÀ. LAVORIAMO SUL POSTO. CI TRATTANO CORRETTAMENTE E SI PRENDONO CURA DI NOI. E quando le famiglie ricevevano la cartolina e stavano in pena per chi l’aveva spedita andavano a denunciarsi alle autorità tedesche e chiedevano di poter raggiungere i familiari in questo o in quel campo. E un prigioniero greco di Buchenwald inviò una cartolina a suo padre a Naxos e tre mesi dopo suo padre lo raggiunse ma appena scese dal treno suo figlio si scagliò su di lui e lo strangolò prima che i tedeschi avessero il tempo di fucilarlo.