Un cinese a Buenos Aires [pg. 178]
2010 febbraio 5
Per lei il politicamente corretto era una forma di razzismo, forse la peggiore, era convinta che se ci sbattessimo in faccia i nostri pregiudizi ci libereremmo delle tensioni, e chi non lo fa prima o poi ne pagherà le conseguenze, diceva anche che quando finalmente tutta questa melassa ipocrita sparirà, leggere i libri che si scrivono di questi tempi provocherà lo stesso malessere che noi proviamo oggi a leggere certe frasi razziste dei libri di cent’anni fa.