Studi [recensione]

2009 novembre 27
by fr

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E quindi Littel è caso letterario (o littelario? – merda, non ho resistito) nel 2006 con Le Benevole. Chiaramente non l’ho letto: detesto partire dai casi letterari, specie quando sono lunghi 953 pagine. Io la vedo così: se sei un genio, ti devi riconfermare; non basta un’opera.

Così quando ho visto questo libello edito da nottetempo (che fa delle edizioncine davvero commoventi per il loro rigore estetico e la loro dimensione minuta – dei veri “tascabili”) ho deciso di vincere lo scetticismo imposto dal titolo e comprarlo. Scetticismo, perché se un libro è intitolato Studi ed è composto da racconti e non da saggi, mi immagino che l’autore non avesse mai pensato ad una pubblicazione. Quindi fiuto la mossa commerciale. Comunque mi son detto: vediamo se in testi così ristretti si manifesta il genio. La risposta è stata lampante: no.

Di solito queste mosse commerciali vengono fatte post mortem, però evidentemente, dato il successo ottenuto col mattone epico sulle SS e la mancanza di altri titoli a disposizione, Littel si deve esser visto sul tavolo una proposta talmente allettante che alla fine ha ceduto a pubblicare questi brevissimi racconti. Molto probabilmente nella sua idea, non avrebbero mai dovuto vedere la luce. Almeno spero… leggo in rete che Littel stesso avrebbe scelto la nottetempo per pubblicare in Italia questi racconti, discostandosi da Einaudi. Mah. Resto perplesso: non sulla scelta dell’editore, che condivido a pieno, ma sulla scelta stessa di pubblicare i testi.

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Tuttavia, qualcosa in questi micro racconti c’è. Forse non abbastanza a spingermi verso il mattone, ma il libretto l’ho letto volentieri in una trasferta Roma-Parigi. Se proprio devo stilare giudizi, direi che di ottimo non c’è nulla, di buono un po’ e di mediocre tanto. I migliori racconti sono il primo e l’ultimo; i due di mezzo si possono tranquillamente buttare nel cesso.

Ma allora vale la pena comprarlo, leggerlo? Il mio suggerimento è questo: non compratelo. Se siete curiosi, il momento che lo adocchiate in libreria, prendetevi 15 minuti e vi leggete il primo racconto e l’ultimo. Il primo parla di una non meglio identificata guerra ed ha un finale che vale tutte le pagine. L’ultimo è davvero bello: storia di lui che, dopo aver beccato lei che lo ha tradito, discute analiticamente tutte le possibilità di svolgimento del loro futuro di coppia. Identifica 4 possibilità. La curiosità sta nel fatto che non chiama nulla per nome (si capisce che è stato tradito, ma non viene mai detto) e che affronta la cosa in maniera talmente teorica e astratta, che alla fine sembra una specie di trattato di logica. Mi ha divertito. Anche perché la tensione è ben dosata: il testo alterna rigore mentale a passione contratta dalla sofferenza.

Tutto sommato, un libretto di intrattenimento senza pretese se non quelle di essere degli studi funzionali per l’autore. Voi potete tranquillamente risparmiarveli.

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