La solitudine del maratoneta [pg. 41]
Ed è stupido fare queste profonde riflessioni, sapete, perché non vi portano in nessun posto, anche se io sono profondo quando ho superato questo mezzo percorso perché correre la maratona di primo mattino mi fa pensare che ogni corsa come questa è una vita – una piccola vita, lo so – ma una vita piena di sofferenza e felicità e cose che accadono proprio come quelle che ti circondano sempre; e dopo molte di queste corse ricordo di aver pensato che non ci voleva un acume particolare per dire come sarebbe andata a finire una vita se solo fosse partita con il piede giusto. Invece mi sbagliavo, come sempre; fregato prima dai poliziotti e poi dal mio cervello ottuso, non potevo mai sperare di farla franca davanti a queste trappole, prima o poi c’era sempre qualcuno che mi faceva lo sgambetto, per quanti ne avessi evitati quasi senza accorgermene.
da La solitudine del maratoneta