La solitudine del maratoneta [pg. 35]

2009 settembre 27
by fr

Me ne infischio di ciò che dice la gente, ma la verità è questa e non può essere negata. Io so, quando mi parla e guardo quel suo brutto muso da militare, che io sono vivo e lui è morto. È morto stecchito. Se facesse dieci metri di corsa schiatterebbe. Se facesse dieci metri dentro quello che succede nelle mie budella schiatterebbe ugualmente: dalla sorpresa. Per il momento sono i morti come lui ad avere il coltello dalla parte del manico nei riguardi dei tipi come me, e io sono quasi certo che sarà sempre così, ma in ogni caso, perdio, preferisco essere come sono – sempre in fuga e a scassinare le botteghe per un pacchetto di sigarette e un barattolo di marmellata – piuttosto che mettermi qualcun altro sotto i piedi ed essere morto dalle unghie in su. Forse si muore appena si mettono i piedi sul collo di qualcuno. Perdio, per formulare quest’ultima frase mi ci è voluto qualche centinaio di chilometri di corsa.

da La solitudine del maratoneta

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