L’ultima provincia [pg. 108]
In casa, se accennava al viaggio, lo faceva come se dentro di sé discutesse da tempo con un immaginario nemico. <<Io alle cinque sono in macchina>> dichiarava in tono di minaccia. <<Chi c’è c’è e chi non c’è… lo lasso>>. E rivolto alla moglie, ma alludendo a Concetta, <<Se idda s’ave a fare lo scignò>> ripeteva piccato <<meglio che non si cucca!>>. Concetta, da anni, si era tagliata i capelli, ma poiché non aveva perso il vizio di farsi aspettare, l’Adorno fingeva di ignorarlo e ogni volta che essa tardava, qualunque fosse il motivo, <<e doppo che s’ave a fare lo scignò!>> commentava spazientito. <<Vossia cu’ chissu scignò!>> ribatteva lei con un gesto sgraziato, di stizza, che non bastava a nascondere un fondo di lusinga.